20 Luglio 2008

Ma che sessantenne

La versione online di Ha Keillah, periodico della Comunità di Torino, riporta l’indirizzo del mio blog, come quello di altri. C’è però un piccolo, lieve, appena sottile errore. Piccolo neh. Scrivono i torinesi per descrivere questo blog: “Sito personale di un sessantenne cattolico di origine ebraica, filosionista con simpatie di centro-sinistra”. Va tutto bene, ragazzi. Il sessantenne però tenetevelo per voi. Va bene diario, ok sionista, giusto cattolico, ma che diamine, sessant’anni. Ecche. Da rifare.

16 Luglio 2008

Ecco gli altri

Ai due ragazzi di stamattina se ne sono aggiunti altri sei oggi pomeriggio. I terroristi libanesi hanno consegnato resti di sei soldati fatti prigionieri. In tutto fa otto morti in un giorno. Allo stesso tempo Israele ha rimandato a casa gruppi di Hezbollah liberati. Gente che cammina ben eretta in posizione verticale in cambio di uomini in una bara stesi in orizzontale. Insomma, giornata da ricordare. Pace in cambio di terrorismo. Buona volontà in cambio del classico inganno arabo. Chissà chi ci farà lezione domani.

16 Luglio 2008

Fancazzisti

Così, il Libano si ferma oggi per dare il benvenuto ai cinque prigionieri che Israele sta per restituire a quelle bande di assassini. Il premier Fuad Siniora ha detto che tutti gli uffici governativi, le banche e i negozi rimarranno chiusi. Nel sud del Libano gli Hezbollah hanno preparato un’accoglienza da eroe ai cinque prigionieri, innalzando sulla strada costiera verso la capitale innumerevoli bandiere e archi di trionfo e allestendo un palco nei pressi del confine per una cerimonia pubblica. Il comandante dei terroristi Hezbollah Shikh Nabil Kaouk ha detto: “Lo scambio è una ammissione ufficiale di sconfitta da parte di Israele”.

16 Luglio 2008

Assassini

Sono tornati a casa stamattina Ehud Goldwasser ed Eldad Regev, i due ragazzi rapiti nel 2006 dalle milizie Hezbollah in Libano. Sono tornati, morti. I libanesi sono degli assassini , molti lo sapevano, questa volta nessuno ci voleva credere.

28 Giugno 2008

Erranti e ritrovati

Gli ebrei del Tagikistan potrebbero presto avere di nuovo la loro sinagoga. Lo scrive il Central Asian News Service. Il presidente del Congresso mondiale degli ebrei di Bukhara Lev Levayev ha annunciato che l’organizzazione dovrebbe prendere a settembre una decisione definitiva sul finanziamento dell’opera.

Nella capitale è stato scelto un nuovo sito per il luogo di culto, ma la comunità ebraica non sarebbe in grado di sostenere da sola la spesa. L’unica sinagoga del Tagikistan è stata distrutta per far posto al nuovo palazzo presidenziale.

Gli ebrei di Bukhara sono stanziati in Asia centrale da oltre 2 mila anni. Al momento, a Dushanbe ci sono meno di mille ebrei, ma prima del crollo dell’Unione sovietica erano oltre 12 mila.

26 Giugno 2008

Con Raffaele Genah

Vabbè, volevo estraniarmi un po’, ma a quanto pare non si può. La questione di Genah e le proteste del Vaticano che leggete qui sotto, e riportata da Italia Oggi, non può si può chiudere così. Pubblico i messaggi di solidarietà che il vice direttore del Tg1 ha ricevuto in queste ore. Riporto solo quelle di colleghi, non quelle dei politici, che come al solito si rincorrono per guadagnarsi due righe da qualche parte.

Il direttore del Tg1 Gianni Riotta: “Si tratta di un’affermazione assai grave e viene da sperare piuttosto che si tratti solo di una caduta di stile. L’idea che un cittadino italiano di religione ebraica non possa occuparsi di questo, o quel tema, è aberrante”.

Il Cdr del Tg1, Tg2 e Tg3: “La redazione del Tg1 esprime piena solidarietà al collega e respinge con indignazione qualsiasi tentativo di discriminare i giornalisti in base alla loro fede religiosa”.

Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma: “Ci auguriamo che le insinuanti allusioni sul vicedirettore del Tg1, Raffaele Genah, contenute in un articolo del quotidiano ’Italiaoggì siano prontamente smentite dai diretti interessati”.

25 Giugno 2008

Sti’ ebrei

Vedo che il vaticano sarebbe preoccupato perché Raffaele Genah, vicedirettore del Tg1, è stato nominato direttore del coordinameno delle dirette televisive di Papa Benedetto. Un vaticanista ebreo, dunque. E’ proprio vero non c’è più religione.

23 Giugno 2008

Qui

Qui è passato un po’ di tempo, in effetti. E’ che la gestione di un blog comporta anche un minimo di entusiasmo. Ho sulla scrivania montagne di notizie su Israele, antisemitismo, neonazismo risorgente, avrei solo il fastidio di scegliere le migliori. Ne arrivano a decine ogni giorno. In certi momenti con una frequenza quasi impressionante. Vuol dire che i miei timori che l’anisemitismo in Europa (basta leggere i fatti di ieri di Parigi) tocca punte inquietanti, conferma che dobbiamo tenere molto alta la guardia, forse il nazismo vecchia maniera è alle spalle, ma ora c’è il nazismo del fronte musulmano e del nuovo fascismo europeo, assai più pericolosi, determinati e potenti del primo. Con tutti i limiti questo sarebbe il mio scopo, tenere informati i lettori su quello che accade in casa e nel mondo. Il fatto è che non le cose non sono forse andate come avrei voluto. Eppure gli ingressi quotidiani restano a sorpresa molto alti, anzi meno scrivo e più gente entra. Magari è un segnale, evviva. Resterò qui, anche in questi mesi, meno di prima e non necessariamente su tutti o sui grandi fatti, poi vedremo, shalom amici miei.

3 Giugno 2008

Il bastardo sta arrivando

Sono stati circa 350 i manifestanti ebrei che hanno partecipato nel primo pomeriggio al corteo partito da via del Portico d’Ottavia, al Ghetto, e arrivato fino al Circo Massimo, vicino alla Fao, per contestare in modo pacifico la presenza di Mahmoud Ahmadinejad, il bastardo presidente della Repubblica islamica d’Iran, che sarà a Roma in occasione del vertice della Fao. Tra i manifestanti, che hanno sfilato con le bandiere dello Stato d’Israele, c’erano anche donne e bambini. Il corteo è stato fermato in modo pacifico dalle forze dell’ordine alla fine di Circo Massimo, dove la protesta è proseguita per un’altra ora. I manifestanti sono alla fine ritornati al Ghetto, dove si è conclusa l’iniziativa.

31 Maggio 2008

Riecco

Ero rimasto alla Fiera del Libro. Dunque, sì in effetti ogni tanto qui si va in eccesso di blog, e po’ uno si smonta. Torno alle mie faccende ebraiche, magari con meno presenza di prima, ma spero di riuscire a raccontare un po’ quello che accade in giro, con il solito occhio puntato all’antisemitismo, che resta il tema centrale di queste discussioni. Metto da parte la faccenda della via che Alemanno vuole dedicare a Giorgio Almirante. E’ una porcata, fatta volutamente. Erano fascisti, erano antisemiti, erano persecutori, erano e sono. Bon. Qui di seguito il resto in grande sintesi.

Il ritorno di Adolf Hitler a Berlino, dove la sua statua di cera farà parte del Gabinetto di Madame Tussaud di prossima apertura, sta sollevando polemiche. La statua del dittatore, arrivato al potere esattamente 75 anni fa nel 1933, non è finora presente nelle collezioni di personalità di cera che già esistono a Berlino.

Aumentano in Italia le cantine che dedicano parte della loro produzione a vini kosher, quest’anno infatti anche l’azienda campana I Feudi di San Gregorio, tra le prime cinquanta più importanti d’Italia, lancia due etichette prodotte con due vitigni autoctoni, il Fiano d’Avellino e l’Aglianico, nel rispetto delle prescrizioni ebraiche.

L’associazione francese Batisseuses de Paix, che comprende donne musulmane ed ebree, consegnerà a breve una targa da appendere sul muro della Grande Moschea di Parigi in cui si ricordano i musulmani che aiutarono gli ebrei a sfuggire alle persecuzioni naziste nella Francia occupata, durante la Seconda guerra mondiale.

Stavolta non la passerà liscia quel fascista di Paolo Munzi, il responsabile dell’immissione in rete di una lista di 162 professori ebrei. Già indagato per violazione della legge sulla privacy e diffamazione aggravata dalla finalità di discriminazione per quell’episodio, la procura della capitale gli ha contestato anche l’istigazione all’odio razziale, etnico e religioso prevista dalla legge
Mancino.

Un coro di proteste si è levato contro la recente decisione di un’associazione di medici tedesca di conferire una medaglia a un dottore di 92 anni ex membro delle SS. Gruppi della comunità ebraica e cacciatori di ex nazisti hanno gridato allo scandalo. Sabato scorso, la Federazione tedesca dei medici internisti (Bdi) ha premiato Hans-Joachim Sewering, un medico ex membro delle SS accusato di aver praticato l’eutanasia ai tempi del nazismo, per avere «servito meglio di chiunque la libertà e l’indipendenza della medicina».

11 Maggio 2008

Viva Israele

Ecco alcuni dei gadget in vendita nell’area d’Israele alla Fiera del Libro. Sono divertenti e un eccellente ricordo dell’avvenimento. Queste t-shirt, ho acquistato le ultime due medie che ho trovato, hanno girato in questi giorni per tutto il Lingotto.

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10 Maggio 2008

In diretta il corteo nazista

In corso Marconi primi arrivi dei boicottatori. Una lunga fila di mezzi della polizia transita da Milano verso Torino. Tutti gli aggiornamenti, in diretta, saranno qui più tardi.

ore 12,31

Il grande parallelepipedo è assolutamente sereno. L’aria di festa, i bambini, i ragazzi seduti che leggono, gli editori, l’andirivieni di migliaia di persone, la signora Inge Feltrinelli nel suo stand, premi nobel che passeggiano, Moccia inseguito da nugoli di quindicenni, tutto come da programma. Forse là fuori i piccoli nazisti sociali si stanno incolonnando. Ma nello spazio d’Israele è venuto il presidente del Senato Renato Schifani che ha detto: “Israele è una democrazia compiuta, che rispecchia i valori occidentali, che ha pagato grandi prezzi e che va garantita”.

ore 15,40

Il corteo si è mosso verso il Lingotto, grande frastuono come sempre, striscioni dementi, ma per ora poco casino. Secondo una prima stima ci sarebbero 1500 persone. Tutti accomunati da bandiere palestinesi, della pace, del Partito Comunista dei Lavoratori, del Partito dell’Alternativa Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani. Davanti al corteo lo striscione con la scritta “Boicotta Israele, sostieni la Palestina”, e un drappo palestinese.

ore 15,51

Le vie attorno al passaggio del corteo sono presidiate da polizia, carabinieri e nuerosi agenti in borghese. La “zona rossa” attorno al Lingotto dovrebbe essere a vederla così invalicabile. La Fiera è comunque facilmente raggiungibile e senza nessun problema.

ore 16,05

Il corteo viaggia con il fastuono e il casino di sempre in un discreta tranquillità. Sono inveve molto meno sereni gli abitanti dei quartieri che il corteo attraversa, pochi sono usciti di casa, molti sono partiti per il mare ieri sera. La maggior parte dei negozianti ha chiuso bottega già questa mattina. In via Genova, molto vicino al Lingotto, un barista ha appeso sulla serranda questa scritta: “L’attività rimane chiusa per motivi di ordine pubblico». Tutte le vie di accesso al Lingotto sono ora transennate, all’interno della Fiera il clima è disteso, ma la sorveglianza in questa ora si è accentuata. Molti agenti in borghese, che non parlano italiano, con l’auricolare,osservano discretamente, ma senza farsi sfuggiore nulla, i visitatori in transito verso lo stand d’Israele. L’area della Polizia, davanti ad Israele, è affollata di agenti.

ore 16,26

I nazi boicottatori dicono di essere in 6 mila, la polizia dice che ci sono 2.500 persone.

ore 17,45

Il corteo è arrivato a destinazione, per ora nessuna fuga violenta verso il Lingotto. Il filtro delle forze dell’ordine nella zona rossa è impenetrabile. A Milano questa mattina c’erano controlli su chi prendeva il treno per Torino. Allo stand d’Israele è arrivata anche una troupe della televisione d’Egitto, ospite il prossimo anno.

ore18,01

Il corteo è arrivato nella zona rossa. Folte file di poliziotti e carabinieri fermano la manifestazione. Per ora non sembra che qualcuno abbia intenzione di sfondare lo sbarramento. Chi è sul posto racconta che i piccoli nazisti gridano assassini alle forze ll’ordine. Gli slogan inneggiano all’Intifada e alla Palestina libera. Invece Bertinotti è peggio dell’antrace, urlano. Sugli adesivi attaccati alle serrande abbassate dei negozi e sui pali dei semafori c’è scritto: “Ferma il sionismo, boicotta Israele e la Fiera del Libro”. Una bandiera d’Israele è affiancata ad una svastica.

ore 18,15

C’è un dato curioso, mentre osservo foto e filmati girati al corteo. In questa accozzaglia antisemita non c’è un solo palestinese. Basta guardare bene i volti, eppure Torino è una città dove i palestinesi e gli islamici sono migliaia. Questi del corteo dovrebbero difendere i loro diritti e giustamente i palestinesi se ne battono le balle dei centri sociali. Chi è passato da Porta Palazzo, il quartiere diviso tra islamici e cinesi, o chi era nelle strade arabe attorno al passaggio della manifestazione ha visto il solito andirivieni del sabato. Le donne tra i banchi dei mercati, gli uomini a fare niente come al solito o a guardare i cinesi che si fanno il culo a lavorare nei loro negozi.

ore 18,31

La manifestazione è finita. Gli organizzatori hanno sciolto il corteo. Molti se ne stanno andando, altri restano a presidiare. I controlli sono al massimo. Mi sento di dire però che chi ora vorrà venire in questo straordinario spazio di cultura trascorrerà una serata davvero di grande festa.

9 Maggio 2008

Presidente

Avevo dimenticato questa foto. E’ il presidente Giorgio Napolitano con Fiamma Nirenstein. Tutto intorno quella grande folla che anche oggi ha visitato l’area d’Israele.

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9 Maggio 2008

Il corteo dei nazisti di domani

Sono tra 1500 e 2500, secondo la questura, le persone che domani saranno a Torino per prendere parte al corteo contro Israele. Fino ad ora hanno dato il loro sostegno centoundici organismi tra centri sociali, associazioni, movimenti politici e sindacali di tutta Italia più una decina dall’estero. La questura ha impartito agli organizzatori una serie di prescrizioni. Il corteo, che partirà da corso Marconi, non potrà avvicinarsi alla Fiera, il percorso stabilito passa per via Madama Cristina, piazza Carducci e via Genova, per terminare in piazzale Filzi, a circa duecento metri dall’ingresso.

8 Maggio 2008

Una grande festa

Ci sono davvero migliaia di persone qui. E’ una festa. La Fiera del Libro è sempre un grande luogo d’incontro. Le proporzioni di questo edificio che continene milioni di libri sono inimmaginabili per chi non lo ha mai visto. I parcheggi della Fiera sono così vasti che potrebbero contenere un intero quartiere di una città. Lo stand d’Israele in questa enormità di luogo è una piccola, minima, minuscola porzione. Debbo dire che è impressionante il numero di visitatori che è arrivato in questo spazio israeliano in poche ore. Per acquistare un t shirt con la stella di David e il logo di Torino si poteva stare in coda anche venticinque minuti. Lo stand è esattamente di fronte a quello ampio della Polizia di Stato, dunque la collocazione è eccellente. Posso comunque escludere che qualcuno tenti gesti insani, qui non è aria. La gente in Fiera ride, parla, cerca libri, ci sono ovunque e contemporaneamente decine di incontri con scrittori, giornalisti, poeti. Il boicottaggio d’Israele è una faccenda lontana, voluta da pazzi, spinta dai nuovi nazisti, ma che non ha nulla a che vedere con questa rilassata atmosfera.

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