17 Gennaio 2007...9:10 am

Gli ex agenti del Mossad ricordano la cattura di Adolf Eichmann

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adolf eichmann
Sono passati ormai quarantasette anni da quando venne catturato il gerarca nazista Adolf Eichmann in Argentina. Ora alcuni ex agenti segreti del Mossad sono usciti ieri allo scoperto e hanno rievocato, come riporta Haaretz, minuto per minuto l’operazione che è entrata nella storia dello stato d’Israele e che in qualche modo ha segnato la memoria di un’intera generazione.


adolf eichmann


La lunga caccia e la cattura del criminale nazista sono state raccontate al Museo Messuà di tel Yitzhak, a Tel Aviv, dove è stato inaugurato un nuovo padiglione dedicato all’Olocausto. A parlare Avraham Shalom, Yaakov Gat, Barukh Tirosh, Shaul Shaul e altri membri di quel commando. In mostra i giornali israeliani del maggio 1960 che annunciavano che “Il Diavolo è in catene in Israele”, la penna utilizzata da Eichmann per firmare l’atto di resa, e altri oggetti legati al suo rapimento.


adolf eichmann


Giudicato colpevole di aver avuto un ruolo centrale nella Soluzione Finale degli ebrei europei, e in particolare nella organizzazione delle deportazioni di massa, Eichmann fu condannato a morte dal tribunale di Gerusalemme e impiccato. Gli ex agenti del Mossad ricordano ancora ogni dettaglio di quella operazione. Di fronte ad un pubblico di giovani hanno rievocato la localizzazione di Eichmann in Argentina, il noleggio delle automobili, l’allestimento degli appartamenti necessari per nasconderlo prima che potesse essere imbarcato in un aereo della El Al.


La sera dell’11 maggio 1960, mentre rientrava a piedi a casa in un sobborgo di Buenos Aires, l’ex gerarca nazista fu abbagliato dai fari della automobile di Shalom, che diventerà negli anni Ottanta il capo dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interno di Israele, e venti secondi dopo era già prigioniero degli israeliani nel sedile posteriore della seconda vettura del commando. La cattura venne provata più di duecento volte, il momento più critico quando Eichmann era già nell’aereo della El Al, con i motori accesi. Con una procedura insolita la torre di controllo di Buenos Aires
negò al capitano israeliano Zvi Tahor di decollare e gli ordinò di attendere nuove istruzioni. I membri del commando temettero a quel punto di essere stati scoperti, forse la moglie di Eichmann aveva denunciato la sua scomparsa. Di minuto in minuto nel velivolo israeliano la tensione saliva, Tahor pensava già di dover ignorare i divieti e decollare egualmente. Ma le autorità aeree argentine non avevano elementi per sospettare il dramma in corso. Risolto un piccolo intoppo burocratico consentirono all’aereo di spiccare il volo che diverse ore dopo lo avrebbe portato a Tel Aviv. Sul cielo di Tel Aivi e solo in quel preciso momento il comandante della operazione Issar Harel telefonò al premier Ben Gurion e disse : “Il mostro e’ in manette”. La storia d’Israele sarebbe cambiata per sempre.

6 Commenti

  • In effetti un caso davvero emblematico di come il diritto internazionale si presti a terribili ingiustizie, con i suoi inevitabili formalismi. Mi riferisco al fatto che tecnicamente l’Argentina aveva il diritto di negare l’estradizione.

  • Ciao, scusa se ti scrivo postandoti un commento ma non torvo la tua mail, senti mi chiamo Andrea e sto facendo il dottorato qua a jerusalem. e niente, ho fatto un cortometraggio, si intitola “news from Jerusalem” è su you tube a questo link:
    http://www.youtube.com/watch?v=OhrAPdjCNuc
    magari ti interessa.. poi se vuoi possiamo scambiarci il link dei nostri blog.. vedi un pò.. fammi sapere..

    Ciao Andrea

  • Dunque, due risposte.
    La prima a Blitz: magari fosse stata solo una questione di estradizione. In realtà Argentina, Brasile e Cile hanno sempre protetto i criminali nazisti, e persino qualche gerarca fascista, che erano scappati in Sud America dopo la guerra. Il nazismo aveva intessuto rapporti economici e finanziari molto stretti con quei paesi, tutti guidati da dittature fasciste fino agli anni Settanta. Gentaglia, per fortuna gli agenti del Mossad non erano certo tipi da fermarsi di fronte ostacoli di questo genere.

    Ad Andrea: guardo il tuo video, poi lo pubblico volentieri. La mia mail per chi mi vuole scrivere è: kitwiller@yahoo.com.

  • credo che il comportamento di israele sia semplicemente esemplare,riescono a difendersi anche in situazioni estreme,rispettando quando è possibile i diritti delle persone.infatti avrebbero potuto uccidere subito eichman, invece si è preferito processarlo. quelli che non condividono i metodi del mossad,che ha le sue colpe ma sempre per necessità,non sono nient’altro che razzisti mascherati, o ignoranti in buona fede. che Dio aiuti quel popolo che subisce da sempre.
    viva israele

  • Viva Israele e il mossad, che “rivendica” quello che il popolo ebraico non ha potuto fare durante lo sterminio…
    lo scrivo e mi viene da piangere..

  • Certo Leon, viva il Mossad davvero, tutti noi siamo felici che esista.

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