Questa faccenda è terribile. Ne parlano oggi numerosi quotidiani, tra i quali il video di Repubblica, quello del TgCom e qui il testo del Corriere della Sera, e infine anche Libertà e Un cuore per Israele.
La mamma uccise cinque israeliani
Breve riassunto. L’emittente televisiva Al Aqsa a Gaza, che è controllata da Hamas, ha trasmesso di recente un’intervista a due bambini di pochi anni, figli di Rim Al-Riyashi, una palestinese di 23 anni che il 4 gennaio del 2005 si fece esplodere all’altezza del valico di Karni, tra Gaza e Israele, causando, oltre alla sua, la morte di cinque israeliani. L’intervista e la traduzione dall’arabo sono stati diffusi da Memri, un centro israeliano di monitoraggio di quello che dicono e scrivono i media arabi, dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che nelle scuole palestinesi s’insegna ad odiare, disprezzare e uccidere gli israeliani.
Il filmato è andato in onda l’8 marzo
Nel filmato, andato in onda lo scorso 8 marzo, l’intervistatore si rivolge al figlio Mohammed e alla figlia Dhoha di Riym Al Riyashi, entrambi seduti su due poltrone nere, con i piedi che non toccano neanche il pavimento. Lei indossa un golfino verde con le braccia quasi sempre conserte, lui mostra di essere più irrequieto e veste una felpa rossa. Bambini come tanti nel mondo, con una piccola differenza: minuscoli così già progettano di uccidere un ebreo.
Riccardo Pacifici: “Prodi e D’Alema non devono togliere l’embargo”
Su questa inquietante intervista è intervenuto Riccardo Pacifici della comunità di Roma: “Una cosa agghiacciante. Non parlo tanto da ebreo quanto, prima di tutto, da padre di quattro figli tra uno e otto anni. Sono consapevole di quanto sia delicata la fase educativa nel passaggio tra le scuole materne e quelle elementari in un mondo fatto di immagini che vengono spesso catapultate senza alcun filtro e che condizionano la mente dei nostri bambini. Ma quello che non smette di sorprenderci è l’apparato educativo delle scuole palestinesi, fondato anche su libri di testo, finanziati con i soldi dell’Unione Europea, con tesi di negazione della Shoah, dell’esistenza dei vicini israeliani e del loro Stato. Ma soprattutto che esaltano l’idea del martirio e coltivano i nuovi martiri. E la vittoria di Hamas alle elezioni è un segnale. Per questo facciamo appello al presidente Prodi, al ministro D’Alema e ai ministri Ue nel continuare l’embargo economico nei confronti di questa attuale dirigenza palestinese fino a quando non sarà garantita ai bambini palestinesi la loro infanzia”.
La pace con gente così non sarà mai possibile
Riporto qui di seguito il testo integrale dell’intervista, non aggiungo altro, d’altra parte tutto è così spaventoso ed evidente. Questi due bambini sembra che recitino in un telefilm del terrore, invece sono veri. Quello che mi domando spesso è come si possa pensare che Israele, paese di democrazia e libertà, possa mai trovare, nè oggi nè domani, un accordo di pace con gente come questa.
Tutto il testo dell’intervista
Ai due bambini l’intervistatore chiede se sappiano dove sia andata la madre.
Dhoha: “In Paradiso”.
Intervistatore: Che cosa ha fatto la mamma?
Dhoha: “Ha commesso un atto di martirio”.
Intervistatore: “Ha ucciso ebrei, non e’ vero? Quanti ne ha uccisi Mohammed?
Mohammed: “Heh?”.
Intervistatore: Quanti ebrei ha ucciso la mamma?
Mohammed: “Molti”.
Intervistatore: Quanti?
Mohammed: “Cinque”. E lo dice mostrando le dita della mano sinistra aperta.
Intervistatore: Vuoi bene alla mamma, ti manca la mamma? Dov’è la mamma, Mohammed?
Mohammed: “In paradiso”.
Intervistatore: Dhoha, cosa vorresti recitare per noi?
Dhoha: “Nel nome di Allah misericordioso e compassionevole: quando verranno l’aiuto di Allah e la vittoria e vedrai la gente aderire in massa alla religione di Allah, allora celebra gli elogi del tuo Dio, chiedi il suo perdono perchè egli è sempre pronto alla misericordia”.
L’intervistatore chiede successivamente a Dhoha che altro vorrebbe recitare e lei risponde “Mama Ri”‘. L’intervistatore si rivolge poi a Mohammed e gli chiede se sappia recitare. Mohammed risponde di sì.
Intervistatore: Vai avanti allora, recita qualcosa per noi. Cosa ti va di recitare?
Mohammed: “Io sono in un asilo”.
Intervistatore: Ci stai bene?
Mohammed: “Sì”.
Dhoha: “Io sono in un asilo, voglio raccontare”.
Intervistatore: “Vai avanti allora, raccontaci. Sei in un asilo anche tu. Sei in un asilo, Dhoha, o in una scuola elementare?
Dhoha: “In un asilo”.
Mohammed: “Anche io sono in un asilo”.
Dhoha: “Io voglio parlare dell’asilo, voglio parlare”.
Intervistatore: Che cosa vorresti recitare per noi? Conosci la poesia Mama Rim? Vai avanti, recitala per noi.
Dhoha: “Rim, tu sei una bomba di fuoco, i tuoi figli e la tua mitragliatrice sono il tuo motto”.
Intervistatore: Mohammed, vai avanti e recita.
Mohammed: “Io sono in un asilo”.
Dhoha: “Basta, sono stanca”.
Intervistatore: Va bene, vuoi andare dalla mamma?
Dhoha: “Sì”.



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brei.net
3 Commenti
23 Marzo 2007 alle 7:27 pm
Sì, ne ho scritto anch’io (http://www.uncuoreperisraele.org/index.php?pilih=lihat&id=113&PHPSESSID=4f286e91aa9c605713458e096be3e713 ) e quell’intervista è quanto di più rivoltante io abbia mai visto negli ultimi anni. Vedere le facce di quei poveri bambini è indescrivibile. E se vai sul sito Israele dossier ( http://digilander.libero.it/israeledossier/ ) vedi le foto della festa di fine anno in un asilo di Gaza dove c’è persino un piccolo improbabile Nasrallah col barbone e una urì che consegna gerusalemme nelle mani di uno shahid.
E’ pazzesco…..
24 Marzo 2007 alle 3:21 pm
abominevole l’uso strumentale dei bambini, così come tutte le violazioni dei diritti umani.
http://www.bloglibero.org/2007/03/23/quanti-ebrei-ha-ucciso-la-mamma/
ciao
31 Marzo 2007 alle 6:35 pm
Neanche cose così aberranti sono sufficienti per far aprire gli occhi sulla situazione reale a tutte le anime belle di casa nostra.
Ricordo di quando un mio amico partì per Israele per legarsi alle case dei familiari dei terroristi palestinesi che Israeele voleva abbattere.
Gli suggerii anche giri nei pulman israeliani.
Anche io tratto questi argomenti nel mio blog:
“Geopoliticando”
http://blog.libero.it/Italiafelix/