20 Aprile 2007...6:12 pm

E’ Nili da Amona l’eroina delle barricate

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pulitzer

Il fotografo dell’Associated Press Oded Balilty ha vinto in questi giorni l’ambito premio Pulitzer. La miglior foto dell’anno è quella che vedete in alto. Questo però non è uno scatto soltanto perfetto, è l’immagine che sta creando il maggior imbarazzo degli ultimi mesi nel governo di Gerusalemme.

Un Pulitzer da incorniciare
La ragazza sulla destra si chiama Nili e ha 16 anni, tutta quella colonna di uomini armati che lei cerca con tutte le sue forze di respingere sono poliziotti inviati dal governo a sgomberare Amona, un avamposto abusivo non lontano da Ramallah. Una decisione che non è andata affatto a genio a Nili ed altre duecento persone. Sono scesi in piazza, così a quella foto sono seguiti scontri, botte, feriti, gente tornata casa più furibonda che mai. Soddisfatta della popolarità Nili ha detto a Yedioth Ahronoth: «Non c’è niente di cui essere orgogliosi, quella foto è semplicemente un imbarazzo per lo Stato ebraico che invece di difendere il popolo e la terra di Israele, le forze di sicurezza distruggono le case degli ebrei».

Nili attacca: “I giovani credono nella Torah”
Ma c’è di più e Nili è davvero agguerrita: “C’è un intera generazione di giovani cresciuti in Israele che credono nella Stato ebraico e nella Torah e insistono per portare la gente di Israele in una direzione differente. Noi siamo pronti a combattere per questo”.

Sulle barricate con i coloni
Nelle scorse settimane Nili ha fatto visita ai coloni che hanno occupato un edificio sulla strada principale che collega Hebron all’insediamento di Kiryat Arba, promettendo loro il suo sostegno nel caso arrivassero le forze di sicurezza a sgomberarli. Combattiva non ha esitato ad attaccare il governo: “La violenza e la crudeltà di Amona non ci hanno spezzato, anzi ci hanno rafforzato, i poliziotti in nero non ci spaventano, possono romperci la testa ma non i nostri spiriti». E poi ha aggiunto: “Voi mi vedete nella fotografia, una contro tanti, ma è solo un’illusione, dietro quei tanti c’è un solo uomo, il premier Ehud Olmert, ma dietro di me c’è Dio e il popolo d’Israele».

4 Commenti

  • E brava Nili, così combattiva per il suo ideale molto poco morale: approppriarsi di terre non sue e comportarsi in modo sfottente e violento verso gli abitanti di quelle terre accusando poi le forze dell’ordine e i rappresentanti del governo di violenza verso gli ebrei ecc. La casa degli ebrei in questa regione si trova dentro i confini internazionalmente riconosciuti. Non abbiamo bisogno di più spazio di quello che abbiamo dato che c’è più gente che lascia il paese di quelli che vengono. E questo anche grazie a fanatici come Nili.

  • ragionando così dovremmo ritirarci anche da haifa,telaviv,ecc…
    anche quella l’abbiamo presa cacciando via gli arabi .non ho bisogno del riconoscimento della comunità internazionale, i confini sono stati decisi dalla guerra dei 6 giorni stravinta da israele.non esistono “territori occupati ” sono territori Conquistati!

  • x ariela shalom.
    amona non era un vilaggio arabo , ma bensì un posto dove non c’era assolutamente niente e gli ebrei ci hanno costruito delle case .
    comunque si e visto che dalla sciagurata politica di concessioni di territori abbiamo ricevuto in risposta solo ancora odio e cimiteri pieni di vittime dagli atacchi terroristi palestinesi.

  • Linotype, mi scuso di occupare tanto posto, se ti disturba, invito i due commentatori anonimi a trasportare la discussione sul mio blog.

    Non mi stupisco delle reazioni. Tanto per chiarire la mia posizione:
    X Anonimo – Tu non hai bisogno del riconoscimento della comunità internazionale, io sì perchè ne ho bisogno e perchè voglio farne parte. Da Haifa e da Tel Aviv non abbiamo scacciato nessuno, ci sono arabi che sono scappati e ci sono arabi che sono rimasti e ci stanno con i loro discendenti fino ad oggi. Nella guerra dei sei giorni, 1967, abbiamo occupato territori che dovevamo contrattare contro un accordo di pace. Questo non è avvenuto per le pressioni di quegli israeliani che credono nell’ideologia della grande Israele dal Tigri all’Eufrate e a causa della vigliaccheria dei politici che hanno avuto paura di perdere la sedia. A questo hanno fatto seguito altri fattori dipendenti dai paesi e dai leaders arabi non meno sporchi. Sentir dire nel 2003 che sono territori conquistati, mi fa inorridire, su quei territori vivono esseri umani che non sono tutti terroristi e assassini.
    X un Ebreo – in Israele in regioni come la Galilea e il Neghev ci sono posti in cui non c’è assolutamente niente, eppure se degli arabi israeliani ci costruiscono la propria casa o un villaggio la reazione è molto dura. Se fossero palestinesi della striscia di Gaza o della Cisgiordania a costruirci la casa, preferisco non pensare a che cosa succederebbe. I cimiteri in Israele sono anche pieni di giovani morti non per la difesa del paese ma per la difesa di persone che hanno deciso d’installarsi fuori dai legittimi confini del paese. Morti assolutamente inutili.
    Una domanda a cui non trovo risposta: ma devvero c’è chi pensa che si possa sottomettere con la forza un’intera popolazione e vivere in atmosfera bellica ancora per decenni o forse di più? Ma davvero c’è chi non si accorge che i giovani israeliani, quelli che possono, se la squagliano (nel 2006 nel rapporto tra chi viene e chi se ne va, c’è stata una differenza di 5000 anime in favore di quelli che se ne sono andati)perchè vogliono semplicemente vivere e in Israele, anche e sopratutto a causa della continua guerra non c’è nessuna certezza di poterlo fare? Per 40 anni abbiamo solo usato la forza, per colpa di una o dell’altra parte, i tentavi di non guerra sono falliti. Proviamo a cambiare direzione prima di tutto nel nostro cervello poi politicamente. E infine, lo so che oggi c’è l’Islam e non solo i palestinesi, ebbene questa battaglia vorrei affrontarla con il cuore moralmente in pace.
    Buona settimana a tutti.


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