
Allora, riassumendo. Gli ebrei possono, anzi debbono, o farebbero bene a partecipare al Family Day di sabato prossimo in piazza San Giovanni a Roma. Manifestazione trasversale, da destra e da sinistra, musulmani ed ebrei, mai tanto vicini tutti insieme. C’è in gioco la famiglia. Con una buona dose di pregiudizi, fondamentalismi sociali, e una discreta quantità di polemiche. Il Cecs, Comitato ecumenico per le comunicazioni sociali, dice: “Le grandi religioni trovano un punto comune in una battaglia per la salvezza dell’umanità contro le deviazioni dei gay e delle lesbiche che vorrebbero proporre un modello di famiglia strampalato e ingiusto. I movimenti culturali e religiosi presenti in Italia sostengono decisamente la famiglia e i figli contro il pericolo di nuove tendenze che non danno speranze”.
Che cosa fanno gli ebrei
Il Family Day, sfugge la ragione per cui non si possa dire Giorno delle Famiglia, non è che la risposta della piazza al progetto Dico, così il rabbino Riccardo Di Segni si allinea con il ministro Rosi Bindi che della giornata ne è uno degli organizzatori. Dice Di Segni sui Dico: “Si tratta di una prima forma di riconoscimento legale” delle unioni omosessuali, mentre il Talmud babilonese respinge i contratti nuziale tra maschi e a questo divieto sono posti “limiti ritenuti insuperabili”. Dunque niente Dico, chiude Di Segni sui gay: “Non tutto è moralmente accettabile”.
C’è in gioco l’ebraismo italiano, non i Dico
Sul fronte opposto Amos Luzzatto: “Non vedo in quale forma dobbiamo temere che questa legge possa influenzare la famiglia e il matrimonio ebraico e nessuno pretende che siano riconosciuti nella ketubba ebraica matrimoni di omosessuali o altri tipi di matrimoni diversi dalla nostra tradizione”. Insomma c’è in gioco l’ebraismo italiano, non saranno le unioni omosessuali ad estinguerlo, ma l’adattamento a modelli di società non ebraica. Risponde Enrico Ollari, presidente di Gaylib, associazione omosessuale di centrodestra: “In Israele è riconosciuta l’unione gay celebrata all’estero. E a Tel Aviv, oltre alle tasse e alle norme sul diritto ereditario, le coppie di fatto godono di tutti i privilegi riservati alle coppie eterosessuali. Ma forse il rabbino preferirebbe preferisce vaticanizzare Israele e non israelizzare l’Italia”.
Insieme nei campi di concentramento
E’ il solito giro delle polemiche scomposte, delle guerre sociali, il Family Day riporta l’Italia agli anni prima del Sessantotto. E’ come se decenni di storia di questo paese, spesso tragica e sofferta, svanissero travolti da vecchie sudditanze per escludere gli omosessuali da un modello di società a cui hanno pieno diritto, come individui singoli e come coppie, e come tutti gli altri. Nei campi di concentramento gli omosessuali hanno diviso la stessa sorte degli ebrei, torturati e uccisi, senza alcun distinguo, basterebbe questo per non andare in piazza.



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3 Commenti
9 Maggio 2007 alle 4:31 pm
Eccome al rabbino, e non solo a quello di Roma, piacerebbe vaticanizzare Israele. Spero con tutto il cuore che non ci riescano. Che si rispettino le scelte personali se non arrecano danno aagli altri. Se hanno tanta voglia di dare la caccia alle streghe che la diano ai violenti, ai truffatori, agli assassini, ai pedofili, a tutti quelli che fanno del male. Mi fanno venire un nervoso queste imposizioni.
10 Maggio 2007 alle 1:35 pm
Sinceramete sono rimasto un po’ perplesso dalle affermazioni di Rav. Di Segni. Nessuno sta imponendo di celebrare matrimoni tra gay in Sinagoga con tanto di Kuppà… Personalmente sono per le libertà personali e come ha detto Ariala qua sopra credo ci siano problemi BEN più importanti in italia da risolvere che non quella di lasciar fare alle persone nella loro vita privata ciò che ritengono giusto per loro… Spero solo che la gente in genere non pensi che ciò che ha detto il Capo Rabbino rispecchi il pensiero di tutti gli ebrei.
23 Maggio 2007 alle 11:16 pm
“Insieme nei campi di concentramento
E’ il solito giro delle polemiche scomposte, delle guerre sociali, il Family Day riporta l’Italia agli anni prima del Sessantotto. E’ come se decenni di storia di questo paese, spesso tragica e sofferta, svanissero travolti da vecchie sudditanze per escludere gli omosessuali da un modello di società a cui hanno pieno diritto, come individui singoli e come coppie, e come tutti gli altri. Nei campi di concentramento gli omosessuali hanno diviso la stessa sorte degli ebrei, torturati e uccisi, senza alcun distinguo, basterebbe questo per non andare in piazza.”
concordo in toto.