25 Maggio 2007...8:23 am

Il mio Disney non fu mai nazista

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walt disney

Il Washington Post è tornato di recente sulla vecchia questione se Walt Disney fosse stato o meno filo nazista. Il WP ne ha parlato in un pezzo a proposito di Leni Riefenstahl, la regista cinematografica della dittatura nazista.

La Riefensthal incontrò Disney a Hollywood
Nelle biografia sulla Riefensthal (Repubblica ne riporta una interessante sintesi) lo scrittore Juergen Trimborn rivela che la regista, così amata da Hitler, incontrò in una sua visita a Hollywood l’allora astro nascente Walt Disney. Secondo il WP la Riefensthal ebbe l’impressione, parlando con Disney, che lui fosse un genuino fiancheggiatore di Hitler e che avesse anche partecipato ad un raduno del partito nazista americano.

Walt non si schierò mai prima della guerra
In realtà su questa vicenda oscura, dice il WP, la tesi più accreditata resta quella di Neal Gabler che ha scritto l’unica biografia autorizzata del papà di Topolino. A quel tempo, spiega Gabler, Disney era del tutto fuori da ogni posizione politica. Lo sarebbe stato più tardi, durante la guerra, quando diede ai suoi personaggi il volto, l’anima, la forza degli americani in guerra contro Hitler. Certo, Disney era un conservatore, con tentazioni di destra, non certo un democratico, ma filo nazista è alquanto improbabile.

Tra Hitler e Disney non ci fu mai un collegamento
Sono stato per qualche anno nella redazione di Topolino, dove ho lavorato anche sulle sceneggiature delle storie (è un po’ come fare il cinema) e dei suoi personaggi. In un breve racconto ho descritto questa esperienza in quello che è ancora oggi il più popolare settimanale del mondo. Ho studiato a lungo in quegli anni la storia della Disney e di Walt, delle sue amicizie, dei numerosi collaboratori ebrei, di scrittori, artisti, produttori di Hollywood. Se dovessi trovare un filo che mette insieme l’estro creativo, allegro, ottimista del genio artistico di Disney con l’ottusità, l’ignoranza, la stupidità di Hitler, non saprei davvero dove andarlo a cercare.

3 Commenti

  • che Disney fosse un nazista è assoultamente assurdo.

    che fosse un viscido maccartista, un imprenditore senza scrupoli – antisindacale, sfruttatore, anticomunista – e che fece a tale scopo la spia per la CIA e rovinò la vita professionale di tantissimi colleghi nel mondo dell’animazione e del cinema, solo perché sospettati di attività antiamericane, questo pare invece ahimé targicamente vero.

    il problema è che gli USA sfruttarono ex uomini dell’apparato nazista e fecero proprie moltissime delle tecniche di controllo, controinformazione, sabotaggio di attività sindacali e politiche ostili al governo, collaudate con successo in Germania da Hitler & soci.

    ma anche in questo caso più che di nazismo parlerei della tendenza purtroppo sottovalutata di molte “democrazie” a sfruttare con successo l’armamentario della repressione e del controllo, nella costruzione della propria ideologia e nella volontà di imporre decisioni impopolari quasi sempre legate a esigenze imperialiste o belliche. in una parola più che un male del nazismo in sé, un male potenziale di qualunque stato come la dottrina anarchica insegna.

    ma l’accusa a Disney di essere un nazista è inattendibile.

  • Ho risposto solo ora al signor Furio Detti su Furia assassina (ammazza quante furie). Questo post non l’ho ancora letto, più tardi.

  • troppe furie, o erinni fra le righe….
    leggerò con il consueto interesse.


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