
Ebreo, polacco, genovese, perseguitato, partigiano, rifugiato, intellettuale, scrittore, artista, c’è nella storia di Alessandro Fajrajzen l’intero, drammatico, sconvolgente panorama, non solo dell’Italia della prima parte del secolo, ma dell’intera Europa. Un cognome complicato per noi che venne trasformato nel nome d’arte Alessandro Fersen, un uomo che è stato tra i protagonisti con la sua prodigiosa produzione, e con una pregevole scuola di sperimentazione drammaturgica, della parte più innovativa della scena teatrale italiana. Da qualche giorno è aperta anche su internet la Fondazione Alessandro Fersen dove si può non solo leggere la straordinaria epopea intellettuale di quest’uomo che fu amico di Sandro Pertini e di Emanuele Luzzati, ma anche seguire da vicino quelle che saranno le attività delle fondazione. Per intanto, le altre le indicherò in seguito, segnalo che il 22 giugno, alle 20,30, al Teatro de’ Servi a Roma, va in scena il saggio di fine anno della Scuola dell’Attore Alessandro Fersen per la regia di Claudio Pierantoni.



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1 Commento
26 Maggio 2007 alle 12:02 pm
Ho le lacrime aglo occhi e non so come ringraziarti.
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