
Sono un po’ in ritardo, imperdonabile per me. Ieri era l’anniversario dei quarant’anni della Guerra dei Sei Giorni che YNet ha riportato con magnifiche fotografie e che ho voluto pubblicare insieme ad una dove si vedono Ariel Sharon e Moshe Dayan.

Una leggenda quella guerra, per quelli come me che a quel tempo sbadigliavamo e facevamo casino sui banchi di scuola aspettando il Sessantotto. Quella della Guerra dei Sei Giorni fu l’unica occasione che ricordi in cui l’Italia, l’intero paese, la gente per strada, i negozianti al mercato, i miei vicini di casa, tutti amarono davvero Israele. Anche i comunisti, che però al settimo giorno erano già pronti a fare le barricate per gli arabi.

Debbo dire non tutta la sinistra, ma una parte importante sì, la stessa di oggi. La radio, la televisione con immagini sfuocate, i giornali, una sola voce, ma quello che dovremmo chiederci ora è perché quella fu la sola volta in cui il mondo intero si schierò senza riserve con Israele.



Sito segnalato da e-
brei.net
3 Commenti
7 Giugno 2007 alle 11:29 am
Pensavo di scrivere un post su quella guerra, la prima che ho vissuto in Israele, ma ho desistito. Ho visto che sul blog di Fiamma Nierenstein un commentatore (poco simpatizzante verso Israele) ha dato l’indirizzo del tuo blog circa la riedizione di Pasque di sangue.
Ciao, buona giornata
7 Giugno 2007 alle 4:43 pm
ragazzi, io avevo 16 anni e mi ricordo mio papà che mi ha mostrato le scarpe de militari egiziani, abbandonate nel Sinai per scappare più presto, sul giornale della città.
sono stufa, vivo a Bruxelles, il giornale radio che di solito mi sembra neutro, oggi, veramente! hanno intervistato un responsabile di Sderot (è venuto qui un gruppo per sensibilizzare l’opinione pubblica europea)e alla fine, commento: “nel frattempo l’esercito ha eliminato 161 palestinesi”
BASTA!
9 Giugno 2007 alle 12:28 am
Anch’io avevo 16 anni. Forse il vero motivo per cui quella volta il mondo intero fu con Israele è il fatto che gli ebrei stavano rischiando di finire un’altra vota al macello, e al mondo gli ebrei al macello piacciono un sacco. Se poi tentano di ribellarsi al loro “naturale” destino, beh, allora non stanno più rispettando le regole del gioco e non ci piacciono più, e chiunque sia il loro nemico diventa automaticamente il nostro alleato. E infatti dal momento in cui Israele incredibilmente e inaspettatamente è riuscita a ribaltare una situazione che sembrava davvero disperata, di simpatie gliene sono rimaste veramente poche.