
Com’è vero che non ci accorgiamo del tempo che scorre, dovremmo studiare di più Einstein, scopriremmo che non è così. Comunque. E’ già un anno che è scomparso Emanuele Luzzati, uno dei grandi artisti della nostra epoca. Uno di quelli che segnano davvero i percorsi culturali. Su La Stampa di oggi c’è un magnifico ricordo del mio amico Osvaldo Guerrieri, leggetelo, chi non avesse modo di farlo riporto qui sotto l’intero articolo, e buona lettura.
Emanuele Luzzati un anno dopo. Era il 26 gennaio quando «Lele» morì. Non se l’aspettava nessuno. Aveva 85 anni, ma sembrava indistruttibile. Non lavorava più con i ritmi di un tempo, però continuava. Per lui lavorare era sognare e sognare era vivere. Perciò non smetteva mai. Da un anno non c’è più. Da un anno il Teatro della Tosse, che Lele ha creato con Tonino Conte nel 1975, ha anche cambiato fisionomia. Però non ha dimenticato la parte favolosa della propria anima, lo scenografo delle cinquecento scenografie, l’illustratore, il ceramista, il cartoonist candidato per due volte all’Oscar con La gazza ladra e con Pulcinella, e gli ha dedicato un omaggio a più facce, che si svilupperà per mesi in varie località italiane.
La prima iniziativa consiste nella ripresa teatrale di La mia scena è un bosco, ma con un paio di sostanziali differenze rispetto all’edizione del 1989. Questa volta la recita è accompagnata dalle musiche suonate dal vivo e soprattutto utilizza il testo originale che Luzzati pubblicò su Hystrio in quello stesso 1989. Questa volta è dunque l’unico canovaccio teatrale di Luzzati quello che Claudio Orlandini ha messo in scena riprendendo la lontana regia di Tonino Conte. Ed è il manifesto con il quale Luzzati spiegava la propria idea di teatro: un assemblaggio totale di testi, scenografie, musiche. Da Jarry a Collodi, a Borges, a Shakespeare è tutto un pullulare di suggestioni vitalizzate dalle musiche di Mozart, di Stravinskij, di Beethoven e collocate in un bosco i cui cespugli sono panchine e dove il sipario altro non è che il mantello blu della Regina della Notte.
Nello spettacolo ci sono i grandi amori di Luzzati, gli autori e i musicisti su cui ha lavorato con più assiduità. Il teatro come sintesi dell’immaginazione è il punto fisso della bussola artistica di Luzzati, così come Genova è il luogo di tutti i suoi arrivi. Non avrebbe mai concepito la vita lontano da Genova. Abitava nella casa dove era nato, a Castelletto, e amava citare, perché li viveva ogni giorno, i versi di Giorgio Caproni: «Quando mi sarò deciso d’andarci, in paradiso ci andrò con l’ascensore di Castelletto, nelle ore notturne, rubando un poco di tempo al mio riposo».
L’altra grande iniziativa con cui il Teatro della Tosse ricorda il proprio fondatore è la mostra che s’inaugura il 26 dicembre nella chiesa di Sant’Agostino. In Candido ovvero Emanuele Luzzati sono esposti scene, costumi, bozzetti, modellini ideati nell’arco di una vita. E’ un percorso con il quale il visitatore s’immerge nel mondo fantastico di un artista che non ha mai creduto nell’arte pura (il quadro), ma che ha sempre voluto trovare un’applicazione concreta ai sogni che andava disegnando. La mostra arriverà in primavera a Torino, probabilmente alla Promotrice delle Belle Arti al Valentino. E sarà anche qui viaggio e tappa, scoperta e visione. Tutto ciò è la parte più significativa di un omaggio al quale si associano altre città italiane. Pisa, con la Fondazione Cerratelli, ha organizzato una mostra di costumi luzzatiani. A Genova, al Museo Luzzati, è visibile una mostra di illustrazioni, in particolare delle fiabe dei fratelli Grimm. A Parma è in corso fino al 31 dicembre la mostra spettacolo Un mondo di figure d’ombra. Santa Margherita restaura il Parco del Flauto Magico realizzato anni fa. Sarzana, differenziandosi dalle altre città, ha intitolato a Luzzati una scuola. Un anno dopo: vivo sempre.



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4 Commenti
22 Dicembre 2007 alle 10:33 pm
Credo di poter dire che in quest’anno l’ho pensato quasi ogni giorno. Per me Lele era una di quelle persone che mi sembrava naturale fossero immortali. Mi manca molto. Proprio ieri mi sono arrivati gli auguri del Museo Luzzati.
Ciao.
27 Gennaio 2008 alle 5:38 pm
Ciao! Qui a Genova s’è appena chiusa la mostra (ecco qualche foto)
http://circospetto.net/2007/12/26/santagostino-un-percorso-tra-le-scenografie-di-emanuele-luzzati/
e gli hanno intitolato i giardini accanto al Teatro della Tosse
http://circospetto.net/2008/01/27/giardini-emanuele-luzzati-pittore-e-scenografo-1921-2007/
Un saluto!
18 Febbraio 2008 alle 11:19 pm
Io nel mio piccolo gli ho dedicato il mio lavoro di tesi… presto la discuterò…
Ora al museo Luzzati’è la mostra dedicata a Luzzati e Rodari.
17 Aprile 2008 alle 8:13 am
Io, nel mio infimo, gli ho dedicato un libro, anzi, cinque. Dicci della tesi, Rosi, grazie.