4 Febbraio 2008...10:49 am

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Oggi sul Corriere della Sera Piero Fassino: “Chiunque abbia una coscienza democratica e voglia rivendicarla non può avere dubbi. Deve respingere nel modo più netto ed esplicito il boicottaggio nei confronti del Salone del Libro di Torino reo di avere dedicato l’edizione 2008 a Israele e alla sua letteratura. I libri sono lo strumento con cui ogni civiltà e ogni popolo ha costruito la propria identità e ha conosciuto e riconosciuto le identità diverse da sè, non a caso ogni volta che si è voluto reprimere un popolo o una cultura o una religione, se ne sono bruciati i libri.

Con Furio Colombo, Emanuele Fiano, Piero Fassino su l’Unità: “Questo boicottaggio risulta ancora più stolido e assurdo rivolto contro scrittori come Amos Oz, David Grossman, Abraham Yehoshua, Meir Shalev e tanti altri i cui libri contribuiscono ogni giorno ad affermare nel mondo libertà, tolleranza, solidarietà, multiculturalità, apertura all’altro e diverso. Ed è proprio questa la dimostrazione che quel boicottaggio ha l’esplicito significato di negare l’identità si Israele e il suo diritto ad esistere”.

Roberto Della Seta, membro dell’esecutivo nazionale del Partito Democratico:”Comunque la si giri, promuovere o sostenere l’idea del boicottaggio della prossima Fiera del Libro di Torino per l’invito a Israele come ospite d’onore è una posizione con precisi nome e cognome: odio e pregiudizio antiebraici, in una parola antisemitismo”.

Walter Veltroni sindaco di Roma a Sergio Chiamparino sindaco di Torino:”Il boicottaggoio è una proposta, per fortuna in qualche modo rientrata, figlia di intolleranza e pregiudizio. E’ vergognoso che qualcuno ritenga di discriminare in questo modo una nazione e una cultura. È vergognoso che questo accada nei confronti di un paese democratico come Israele e di un popolo che più di ogni altro ha pagato, sprofondando nell’abisso della Shoah, il prezzo dell’intolleranza e del pregiudizio. I germi di questi mali profondi non sono mai debellati del tutto, possono attecchire ovunque, in qualsiasi momento, ed è fondamentale arrivi sempre, in questi casi, una risposta di civiltà, ferma e serena. Lo dice chi, da sindaco, non ha voluto incontrare e stringere la mano di chi, l’allora vice primo ministro iracheno Tariq Aziz, il giorno prima non aveva voluto rispondere alla domanda di un giornalista solo perchè questo giornalista era di nazionalità israeliana. Hai detto bene nella Torino di Primo Levi, in una città che ha una grande tradizione di apertura e tolleranza, quel che è accaduto è, se possibile, ancora più stridente”.

L’intellettuale francese ebreo di origine polacca Marek Halter: “Intellettuali come Amos Oz o David Grossman sono i primi a combattere per i diritti dei
palestinesi e storicamente, ogni volta che si volevano distruggere i libri ebrei, poi si è passati a distruggere le persone ebree».

La presidente del Piemonte e presidente di Turno della Fondazione per il Libro, Mercedes Bresso: “Le polemiche di questi giorni sono pretestuose e anche un po’ ridicole. Quello di Isreale ospite d’onore della Fiera è un problema che semplicemente non esiste».

Lo scrittore e giornalista Giorgio Bocca: “Il salone del libro di Torino è dedicato alla letteratura, non alla politica. Sono contrario al boicottaggio. Dedicarlo ad Israele va bene e non capisco le ragioni di chi vuole il boicottaggio, nè di chi non vuole Israele alla Fiera”.

Lo scrittore anglo-pakistano Tariq Alì non verrà alla Fiera del Libro, come ha comunicato con una lettera al suo editore italiano Baldini Castoldi: “Quella degli organizzatori che hanno invitato Israele è un’orrenda provocazione”.

1 Commento

  • La libertà tutelata dall’islam, nuovo pensiero filosofico vattimiano. Ignoranza e luoghi comuni,
    Israele militarista. poveri bambini palestinesi vampirizzati non solo dagli ayatolla ora anche dai filosofà.

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