14 Marzo 2008...12:05 am

Il razzismo palestinese su Parigi

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Inaugurato da poche ore il Salone del libro di Parigi, dedicato ai 60 anni d’Israele, alla presenza di Shimon Peres e dal ministro della cultura francese Christine Albanel. Ha scritto Le Monde: “Una fiera in ostaggio”. In ostaggio, come la Fiera del Libro di Torino, di paesi arabi, scrittori ed editori di lingua araba, perchè Israele è l’ ospite d’ onore.

Per il boicottaggio si sono schierati scrittori ed editori arabi, così come i paesi arabi Algeria, Iran, Libano, Marocco, Arabia Saudita, Tunisia e Yemen. Ha detto Al-Moutawakel Taha, presidente dell’Unione degli scrittori palestinesi: “Non è degno della Francia, paese della rivoluzione e dei diritti dell’uomo, accogliere nella sua Fiera del libro un paese d’occupazione razzista”.

Replica il ministro degli esteri Bernard Kouchner: “Le idee non si possono boicottare. Mi auguro non si voglia boicottare anche la pace in Medio Oriente”. Ha aggiunto l’Eliseo: “E’ veramente una cattiva pratica quella di boicottare un luogo di cultura, d’ incontro internaziobnale. I libri non si devono temere”.

Così Peres ha detto: “Il boicottaggio non è molto intelligente. Quelli che boicottano, boicottano se stessi”. Peres ha compiuto una visita di cinque giorni in Francia, ha incontrato il presidente Nicolas Sarkozy. Ha detto il numero uno di Francia: “Come amico d’ Israele, le devo il linguaggio della verità. La sicurezza d’ Israele passa per la cessazione degli insediamenti”.

Il Salone, che accoglie ogni anno circa 200 mila visitatori, interverranno 39 scrittori israeliani come David Grossman, Amoz Oz, Abraham B. Yehoshua. Ha spiegato Amos Oz: “Quelli che fanno appello al boicottaggio non si oppongono alla politica di Israele, ma alla sua stessa esistenza. Se dicono che Israele non deve essere al salone è perchè pensano semplicemente che non debba esistere”.

E ha detto lo scrittore Meir Shalev: “Essere scandalizzati per la celebrazione del sessantesimo anniversario dello stato significa che si sarebbe preferito che questo paese non avesse mai visto la luce”.

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