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Io ho un cognome ebreo, ma così ebreo, che quando qualcuno m’incontra per la prima volta per ben che vada mi dice: “Ebreo? Ma certo, lei è ebreo! Uh guardi niente di male eh! Io ho amici ebrei e sono gente del tutto normale!”. Oppure: “Ah! Lei è di religione israeliana! Pensi che anch’io ho un collega israeliano. Lavora con me alle poste. Guardi, è davvero un bravo ragazzo!”. Per onestà debbo dire che molto più spesso mi sento dire: “Ah, ma questo è un cognome importante!”. Il mio no, in generale penso vogliano dire. E fin qui. Il problema principale è che io non sono ebreo. Almeno, per le faccende religiose. Sono cattolico. Di religione cattolica, sono battezzato e ho fatto la prima comunione. Ebreo nell’anima, cattolico di preghiera. Una doppia condizione che mi ha segnato fin dal giorno della mia nascita. E spesso con una certa durezza. Dunque. Prendiamo la questione dell’antisemitismo e dei pregiudizi verso gli ebrei.

Se è ebreo è complice della crocifissione
Quando facevo le elementari e iniziava l’ora di religione il prete mi diceva: “Tu puoi andare in corridoio”. Ma io non voglio andare in corridoio, non posso padre, sono cattolico. Se vado fuori non può darmi il voto sulla pagella. In tutti gli anni di scuola i preti non mi hanno mai interrogato, nemmeno mi chiedevano se sapevo le preghiere. Qualcuno lo faceva per evidente imbarazzo, altri perché davvero sospettosi. “Se questo è ebreo è complice della crocifissione”.

Il toast con il prosciutto
Ho amici e parenti ebrei che non sono da meno. Un pomeriggio di quand’eravamo bambini siamo andati in un bar accompagnati da una delle loro madri. Tutti ordiniamo un toast, io lo prendo con il prosciutto. Loro no. Sottiletta Kraft. Mi hanno guardato con sospetto per settimane. A sette anni vado a scuola di catechismo in una parrocchia dei missionari della Consolata. Preti coraggiosi nel fisico, forti di animo, temprati in anni di campagne d’Africa. Uno di questi, credo più gentilezza, che per una forma di dubbio sul mio essere davvero cattolico, quando raccontava delle antiche tribù d’Israele saltava tutte quelle dove compariva il mio cognome. Per quanto mi riguardava mi sentivo a mio agio solo inginocchiato al confessionale, niente nomi, solo peccati. Alla visita medica da militare il dottore mi fa mettere nudo e vede che a dispetto del nome non sono ebreo: “Ma come? Qui non ci siamo!” Gli spiego chi sono e che mia madre è cattolica. Mi guarda di traverso e dice: “Ah! Ma tu pensa ebrei e cattolici adesso possono sposarsi”.

Il Sessantotto del comunista ebreo
Nei primi anni del liceo finisco in mezzo al Sessantotto. M’iscrivo al Movimento Studentesco. Cortei, scioperi, occupazioni. I fascisti mi rincorrono per menarmi non perché sono comunista, ma perché sono ebreo. “Ti prenderemo!”, mi urlano un giorno mentre un tranviere chiude le porte dell’autobus e mi salva da una randellata. Per parte loro i compagni mi guardano storto, stanno già dalla parte dei palestinesi.

La politica in chiesa
All’inizio degli anni Novanta scoppia il boom dei naziskin. Una sera un manipolo di questi disgraziati viene sotto casa mia e imbratta i muri con le solite svastiche. Ricevo testimonianze di affetto, di solidarietà, di amicizia da decine di persone. Colleghi, ma anche gente che non ricordavo più che esistesse. Sono soltanto due i casi di assenza totale. La comunità ebraica della città in cui abito. E il prete della parrocchia del mio quartiere. Per i primi non sono ebreo, anzi niente è peggio di un ebreo non ebreo. Per il prete sono cattolico, ma forse anche un po’ ebreo. Quando accade Tangentopoli un democristiano che conoscevo mi chiede se ho voglia di scrivere il programma politico per una nuova formazione. Dentro ci sono anche laici, verdi, ex comunisti. Ok, dico. Le riunioni si tengono nei locali di una chiesa. Per arrivare lì, la prima volta che ci troviamo, dobbiamo passare davanti all’altare, tutti i vecchi democristiani camminano svelti, sanno quando fare l’inchino, il segno della croce, io che non ho molta confidenza con la liturgia da parrocchia sono decisamente sbrigativo. Il prete che partecipa alla riunione mi osserva per tutta la sera, poi finito l’incontro mi viene vicino e mi abbraccia: “Guarda, non ti preoccupare. In fin dei conti tu non sei altro che il mio fratello maggiore!”.

Gli antisemiti della scrivania accanto
Un’intera esistenza così, tra antisemitismo strisciante e razzismo, cattiverie e barzellette da galera, occhiate e risate perfide. Pochi anni fa quando mi sono presentato ad un nuovo posto di lavoro il capo mi dice: “Guarda che qui siamo tutti antisemiti”. Erano davvero i peggiori antisemiti che avessi mai incontrato. Che mediocrità a basso prezzo. Ora mi consolo guardando gli extracomunitari. A volte penso che se fossi stato anche negro sarebbe stato peggio. Cattolico, ebreo e pure nero, mi sono perso il meglio.

26 Commenti

  • Molto interessante questa lettura, non c’è peggior discrimatore di chi dichiara: “ah, lei è così (nel tuo caso ebreo ma possono essere altre 1.000 cose), beh, io non ce l’ho con Lei”. Pazzesco, ciao.

    “Geopoliticando”
    http://blog.libero.it/Italiafelix/

  • Soltanto ora ho aperto il link in alto: meglio di così non si può descrivere il problema che presenti. Ho anche sorriso: in prima media quando entrava in classe il prete per la lezione di religione, io uscivo. Le prime settimane mi accarezzava la testa dicendo “Peccato che tu sia ebrea xxxxxxxx, sei tanto intelligente”. Alla quarta o quinta volta sono sbottata “Sono tanto intelligente perchè sono ebrea”. In quanto a preghiere, ho ancora la Madonnina che ho vinto alla gara di preghiere indetta dal parroco del paese in cui ero nascosta durante la guerra. Il secondo anno anche ho vinto ma mia zia ha consigliato al parroco di dare il premio a un altro bambino e a me il premio di consolazione. E sul Cannocchiale sono approdata non a causa degli insulti che un cretino mi elargiva giornalmente su Tiscali, ma perchè una gentile bloggher per difendermi ha sottolineato che “Gli ebrei sono come noi, io leggo persino due scrittori ebrei israeliani che trovo bravissimi: Amos Oz e David Grossman”. A questo punto ho cambiato casa. Ho in Piemonte un cugino con il tuo stesso problema, ma ha il cognome cristiano italiano e non mi pare che si senta o si interessi d’ebraismo.
    Ciao, rileggerò questo pezzo perchè non riesco mai a spiegare che cosa mi offenda tanto e tu lo hai fatto molto chiaramente.

  • Salve,
    non c’ho niente contro gli ebrei, israeliani, cinesi, cingalesi, ecc. Per me non esistono stranieri, siamo tutti abitanti della terra. Lei invece è troppo dalla parte sionista, e non so se conosce cosa fa il governo israeliano con la complicità degli Usa… Ha mai sentito parlare di Edward Said? E di Husam (un psicologo che lavoro a Gaza)? E i racconti di Nahum Barnea? E quelli di Israel Shamir?

  • ErNegro, certo che conosco i nomi che cita, sono tutti legati in qualche modo ad Israele, all’America e ad una feroce politica anti israeliana. Io rivendico di essere sionista, un movimento storico straordinario, e decisamente filo americano. Ciò non significa che non vorrei che l’era Bush fosse finita da un pezzo e ciò non vuol dire che non preferirei vedere al governo d’Israele la parte più progressista del paese. L’Occidente, con i suoi pregi e i suoi difetti, resta però il mio punto di riferimento, io desidero abitare in un mondo che assomigli alla Svezia e non all’Iran, un pianeta dove le donne possano stare al comando libere di decidere le nostre sorti, un mondo che viaggia volto scoperto e senza il mitra in mano. E sto soprattutto con Israele, unica democrazia in una zona del mondo dove i musulmani hanno costruito dittature feroci e sempre pronte alle armi. E poi aggiungo una cosa, io diffido di quelli che dicono di non avercela con ebrei, israeliani, cinesi e vi dicendo, nove volte su dieci sono tra gli antisemiti i più convinti.

  • @Linotype: intanto ti – lasciamo da parte i linguaggi formali e diamoci del tu ^_^ – ringranzio per avermi risposto. Tralasciamo da parte per un momento la propria “parte”: solo in questo modo saremo obbiettivi. ;-)
    1) quei personaggi citati non fanno feroce politica israeliana, perché ad esempio Shamir e Barnea sono israeliani. Non penso che desiderano la distruzione della propria nazione, come favoleggiano i mass media occidentali.
    2) l’occidente è pieno di difetti… in realtà è la politica estera degli Usa ad essere MOLTO scadente…
    3) il risentimento del popolo arabo nei confronti dell’Occidente e dello stesso stato di Israele (hai già precisato che i governi israeliani sono filo-americani, non aggiungo altro per ora) ha inizio dalla Dichiarazione Balfour: era il 1917. Il resto è storia, maledettamete occultata dagli storici e dai mass media, voglio dire il tutto sempre a favore di Israele, SOLO ed esclusivamente perché è una nazione finanziata dagli stati uniti. E lo sanno anche i sassi.
    4) è vero che ci sono stati e ci sono stati arabi molto feroci, ma c’è un’interesse da parte degli Usa a finanziare tali stati, perché dove regna il caos loro possono sfruttare le risorse energetiche…
    5) israele è l’unico stato mediorientale ad avere armi nucleari, vorrei tanto sapere come mai l’Onu non ha niente da dire in proposito: o meglio, ci sono state delle risoluzioni su cui gli stati uniti hanno posto il veto…
    6) l’antisemitismo è una farsa, non esiste più: quando israele riconoscerà lo stato palestinese, e avrà restituito il terreno ai palestinesi, e poi quando se ne andrà dal Golan, vedrai che nessuno bollerà qualcun altro come antisemita… troppo comodo chiamare antisemita quelli che non la pensano come il governo di tel-aviv… e spero che ci siamo capiti.

  • Ciao, sono arrivato tramite il link sul blog di Ariela.
    Ma vedo che nella finestra dei commenti compare già il mio nome, l’indirizzo mail e l’url del mio blog.
    Forse sono già capitato qui e magari ho lasciato un commento. Non ricordo.
    Comunque ho letto tutti gli ultimi post ed anche questa breve tua cronistoria (con molta simpatia) dell’essere ebreo, non ebreo o “quasi ebreo”, secondo le circostanze.

    Forse sbaglio, ma credo di capire Ariela quando prova rabbia per chi scrive: “Gli ebrei sono come noi…”.
    Magari lo ha scritto senza riflettere molto sul significato intrinseco della frase. Non tutti sono attenti alle parole ed al significato che possono assumere.
    Specialmente in rete, si battono velocemente dei tasti, si invia e chiuso, senza stare a sottilizzare.
    E facilmente nascono equivoci, fraintendimenti, incomprensioni.
    Ma quella frase sottindende un concetto che forse non è meno offensivo dell’affermare che gli ebrei sono “diversi”.
    Affermare che “sono come noi” significa riconoscere, implicitamente, che di solito li si considera diversi. Altrimenti non ha senso rimarcare l’uguaglianza di qualcosa che è notoriamente “Uguale”. Sarebbe pleonastico ed inutile.
    Quella frase, invece, significa “Nonostante siano diversi, li consideriamo uguali a noi.”
    Questo è, sotto sotto, il significato.
    Quindi, nel momento stesso che se se afferma l’uguaglianza, se ne riconosce la diversità.
    Saranno sottigliezze, ma fanno la differenza.
    Ed ho l’impressione che tu di persone simili ne abbia incontrate parecchie.
    Difficile vivere se sei circondato da persone che o ti odiano perché sei ebreo, o pensano “Gli ebrei sono come noi…”.
    Coraggio…
    Tornerò a leggerti con piacere.
    :)

  • ma invece di crogiolarvi in questo autocommiserazione morbosamente autoreferenziale perche’ non provate un attimo a fare lo sforzo di immedesimarvi in chi ebreo non e’?
    l’antisemitismo non esiste piu’ se non in frange marginali della societa’ per lo meno in europa,in nord e sud america;una percentuale molto bassa della popolazione non ebrea.
    invece esiste,e chi non e’ ebreo lo a sperimentato con stupore e poi con rabbia,una alta percentuale di antigentiliti fra gli ebrei;provate a fingervi non ebrei e e vi accorgerete di quanto sospetto,di quanta ostentata sufficienza e sarcasmo vi verranno riservati;in alcuni casi poi si arriva alla scortesia ma quelli li considero casi limite e non li metto nel conto;
    ho viaggiato tanto e vi posso assicurare che gli ebrei e i giapponesi sono i popoli di gran lunga piu’ razzisti del mondo.
    non fate niente di speciale in realta’ se non comportarvi,con modalita’ solo leggermente diverse ,con la stessa protervia di qualsiasi gruppo provvisto di antiche tradizioni e/o di una religione, e di un minimo di potere e indipendenza;cristiani ,musulmani,aristocrazia etc etc
    e’ evidente che fra gli ebrei come fra gli altri gruppi che ho citato esistono persone aperte che riescono a mantenere la loro identita’ tradizionale ma che ritengono che la commistione con altre tradizioni non puo’ che portare ad un arricchimento;ma con l’andar del tempo diventano sempre meno…
    naturalmente il discorso e’ ampio e molto articolato ma per brevita’ mi fermo qui aggiungendo solamente che l’antirazzismo si fa senza se,senza ma e senza esenzioni ne’ ereditarie ne’men che meno di diritto divino.
    jaco

  • solo per mettere l’email che avevo dimenticato

  • Jaco, la mia impressione è che lei non abbia nemmeno capito quello che ha letto nel post che ho scritto. Io sono cattolico, ma non mi dia del voi (invece di crogiolarvi…), può darmi del lei o del tu, il fascismo è finito, quello sì, da un pezzo. Aggiungo che lei è pure sgrammaticato e mi stupisce che abbia girato il mondo e ritrovato persino la strada di casa, però ha ragione gli ebrei rispetto a lei sono di un’altra classe.

  • il voi, come e’ evidente, era per le varie persone che hanno scritto lamentandosi degli atteggiamenti razzisti di cui sono oggetto;era ovvio (e lei lo sa molto bene) ma lei ha preferito, come mi aspettavo, fare del sottile sarcasmo piuttosto che rispondere sul merito.
    il post e’ sgrammaticato perche’ ho dei problemi con il pc; saltano le righe,a volte addirittura viene fuori una lettera per un’altra e rimettendo insieme il tutto alla svelta,come si fa scrivendo nei ritagli di tempo,scappano degli errori;ma non e’ un problema: se vuole pensare che sono un povero incolto faccia pure.
    …”gli ebrei rispetto a lei sono di un’altra classe”…
    a me non piacciono le facili ironie e mi asterro’ dal farne a proposito di questa sua frase di pessimo gusto (ma profondamente rivelatrice); mi limito a ripeterle che lei non ha neanche sfiorato le questioni di merito (e certamente ,d’altra parte, non aveva nessun obbligo di farlo).
    jaco

  • Caro amico,
    non so il tuo nome
    ma volevo dirti che la tua presentazione mi ha commosso
    ed è splendida perchè riassume il disagio di chi è
    costretto a vivere in schemi in cui non si riconosce ma dove gli altri lo costringono.
    Ti ho trovato per caso cliccando il tuo link su Deborah Faith
    Complimenti per il Blog
    Shabbat Shalom,
    Monica

  • Grazie Monica, sto pensando di chiudere con questa esperienza, non ha avuto i risultati che pensavo, comunque spazio per commentare c’è sempre e se torni mi farai piacere, shabbat shalom a te.

  • Amara ma simpaticissima la tua presentazione.
    Sono cattolico, figlio di madre e padre cattolici e ho scritto un libro sul negazionismo della Shoah. Ogni tanto qualcuno con un filo di voce e l’aria talora timorosa talora complice mi chiede “Scusa se te lo chiedo: sei di origine ebraica?”. Io penso “che c’è da scusarsi?” e rispondo semplicemente “No” perchè non vedo cosa dovrei aggiungere.

  • Grazie Francesco, se vuoi puoi segnalare il tuo libro naturalmente.

  • Ma alla fine sto cognome tanto eloquente qual’è? Cmq credo di avere capito perchè i preti si trovano in imbarazzo di fronte ad un cognome di origine ebraica:
    Dopo 5 anni a rompersi le scatole a studiare ebraico ed esegesi dei testi biblici in lingua originale… sai quante male parole!! Io che studio teologia con loro ho lo stesso problema: ma per me si ripete anche non i greci per esempio c’è un autore greco ortodosso che si chiama Cabasillas AHHH quante volte c’ha rotto i caBBasillas ( in siciliano ha una feroce assonanza con quello che state pensando!)
    cmq stavo solo scherzando… credo che il futuro multietnico ci aiuterà a superare i pregiudizi, ma purtroppo credo che se ne creeranno di altri tipi!
    ciao belli!

  • Ciaooo,sto cercando di sviluppare un blog giornale in cui gli articoli sono scritti dai blogger WordPress (o al limite se non hai tempo posso scriverti io un’articolo prendendolo dal tuo blog e rimandandolo al tuo blog…).
    Il blog giornale nasce con l’intento di dare maggior visibilità al tuo blog e alla gente che cerca in rete la possibilità di trovare articoli di maggiore qualità in un’unico posto (visti i migliaia di blog che nascono ogni giorno…).
    Se ti va uno scambio link col blog giornale contattami pure.
    ti ringrazio anticipatamente e a presto
    http://www.giornale.fm

  • Splendido.Una testimonianza della brutta abitudine a classificare per giudicare :”Ah,sei ebreo(nero,omosessuale,credente….)?”
    In questo mondo così aperto e tollerante chi resta fuori da questa divisione in categorie?Chi sono i bravibellibuoni?

  • beh.. non voglio entrare nel merito dei problemi di cui tu, linotype, tratti presentando la tua esperienza…a questo proposito volevo solo constatare che leggendo il tuo blog ho dovuto ricredermi…ero convinto che l’antisemitismo (ma forse mi sembra più verosimile chiamarlo antipatia per gli ebrei) fosse veramente datato, soprattutto oggi, in italia…però mi stupisce che ci sia tanta gente che si è impegnata a scrivere un commento sul tuo blog (su cui non si arriva così per caso) per ribadire quali sono gli errori degli ebrei, e perchè in definitiva gli stanno un po’ antipatici.
    Va beh…l’altra cosa che volevo dire è che mi sembra interessante come la tua esperienza racconti, datandola ad oggi, una vicenda antichissima…leggendo le tue parole mi sono subito venute in mente le poche nozioni che ho sui marranos, gli ebrei convertiti in spagna dopo l’epurazione decisa dai sovrani cattolici…mi rendo conto di tutti i problemi che potevano essere associati a quella condizione (ovviamente credo che nel tuo caso il motivo del tuo essere un po’ cristiano e un po’ ebreo non sia dettato da direttive regie)…soprattutto capisco la difficoltà di dovere (s e proprio uno ne sente il bisogno) trovare una identità precisa…visto soprattutto che tutti si fidano poco delle tue intenzioni (sia cattolici sia gli ebrei). Ecco volevo solo constatare questo…credo che sia anche un circolo vizioso…se nessuno ti crede cattolico, come fai a sentirti davvero tale? (ah…premetto che io non lo sono…non è che mi preoccupi di riportare pecorelle smarrite al gregge)
    non credo di dirti niente di nuovo…comunque riconosco che quando la gente non riesce a classificare bene qualcuno (nero o bianco, di qua o di là…) tende a non fidarsi, a guardarlo con sospetto

    un saluto
    Claudio

  • Classificare è solo un modo per proteggersi alquanto infantile in molti, dovuto ad amare esperienze per altri, infine la paura. Ma non riguarda solo il colore della pelle, o la stirpe, o come sta avvenendo contro i cattolici per il credo (nn si capisce perchè invece per i musulmani in italia no… cmq).Ma è una cosa che riguarda tutto: dal modo di vestire al modo di parlare. Perchè ci si meraviglia di un atto di intemperanza da parte di una persona buona? Perchè la si era classificata come tale ed ora fa paura; perchè non si sa + classificare una persona buona che si arrabbia o fa un errore; si arriva perfino a preferire un semi-violento che quella persona: “almeno quello sai com’è!”. Idiozie delle idiozie!
    Quel che sto per dire non è definitivo perchè prima di prendere una posizione ci voglio pensare molto, ma spero di poter trovare gente aperta al dialogo che mi aiuti a pensare.
    Ho dato una sbirciata al blog oscurato per la lista dei professori ebrei. In realtà il tipo associava ad alcune intemperanze tipo la lista ed altre cose secondo me non adatte ad un blog in cui tutti possono entrare, anche i bambini, tipo le foto dei palestinesi colpiti dai missili israeliani… dicevo a questi eccessi lui faceva un ben preciso distinguo: una cosa è il sionismo una cosa è l’ebraismo! il tipo non ha mai parlato di razza o superiorità e inferiorità ne tantomeno di religione( da quello che ho visto), ma contestava una linea politica. E mi suonano molto strane le affermazioni indignate di tutta sta marmaglia politica! Non è mia intenzione affermare se questa contestazione del sionismo sia corretta o incorretta. Voglio valutare la situazione da un altro piano: L’elenco dei prof. non era un elenco preso a caso ma era un elenco pubblico di, a quanto ho capito,ebrei e non ebrei: era infatti tratto da una lettera firmata contro un atto di ostracismo nei confronti di professori ebrei in un’altro paese. Ora al di là della discutibilità di una tale contestazione, ma come si può definire questa cosa antisemitismo? E’ una contestazione alla linea politica non un discorso sulla razza! Di certo sono anch’io preoccupato dal clima di intolleranza… è altrettanto certo che sono passate come l’acqua anche per noi le parole di Voltaire “Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”.
    Voi che ne pensate?

  • Ho sentito profondamente il suo racconto, e mi ha fatto pensare a me stesso.. e ala mia storia. è paradossale che ci assomigliamo cosi tanto.. e paradossale che io condividi il suo dolore e il suo richiamo per un mondo più giusto e lei trscura completamente la mia sofferenza che ha un unico colpevole: il tuo sionismo!
    Leggi per favore..

    Io ho un cognome Arabo, ma sono nato in Israele. Il mio cognome è così Arabo, che quando qualcuno m’incontra per la prima volta per ben che vada mi dice: “ma sei Arabo? Ma certo, lei è Arabo! Uh guardi niente di male eh! Io ho amici Arabi e sono gente del tutto normale!”.
    Oppure: “Ah! Lei è di religione Palestinese! Pensi che anch’io avevo un dipendente Palestinese di Nablus. Lavorava da me e faceva il muratore. Guardi, è davvero era bravo ragazzo!” ma da quando hanno costruito il muro della “difesa” l’esercito non gli permette più di entrare in Israele.

    Per onestà debbo dire che molto più spesso mi sento dire: “Ah, ma questo è un cognome importante!”. Il mio no, in generale penso vogliano dire. E fin qui. Il problema principale è che io non sono Palestinese!! Almeno, per le faccende di cittadinanza. Sono Israeliano. Di religione Musulmana, non sono praticante e non frequento la moschea. Palestinese nell’anima, e se pregassi mi volterei verso il Muro.. intendo verso Mecca.. Intanto entrambi in direzione Est!. Una doppia condizione che mi ha segnato fin dal giorno della mia nascita essere Arabo nato in Israele. Dunque. Prendiamo la questione del essere Arabo in Israele e dei pregiudizi verso gli Arabi.

    Se è Arabo è complice del Terrorismo.

    Ogni volta che andava in giro nelle zone più frequentate dagli Israeliani” mi viene la paura di essere fermato e controllata, sai il mio viso assomiglia tanto le facce di quelli Palestinese che purtroppo vengono a farsi saltare in area da questi parti.. Dopo aver sentito che a Londra una volta hanno sparato ad un Brasiliano con le pelle oscura perchè hanno pensato che fosse un mediorientale terrorista, faccio i miei conti ogni volta che il mio lavoro mi obbliga di andare in zone più popolate di solo Israeliani-Ebrei e peggio ancora se sono popolate degli ultimi coloni arrivati dalla Russia.

  • Un punto di vista interessante.

    Quella foto in testata del blog da dove viene? Le divise non mi sembrano di Tsahal.

  • Dimenticavo, per anonimo: la maggioranza degli israeliani è scura di pelle, non li si può distinguere dai palestinesi per la faccia.
    Quindi sentiti al sicuro, fai un bel respiro e sorridi. :-)

  • “Anonimo” è una nota provocatrice, intrisa di odio antiisraeliano fino alle budella e usa a questo genere di giochini: prendere una testimonianza e riproporla invertendo i ruoli, per mostrare quanto sono infelici le vittime dei perfidi giudei.

  • Israele è una grande nazione ed una grande democrazia, e smettiamola di dire sciocchezze sul sionismo.
    Io sono italiano, cattolico e democratico.
    Auguro ai palestinesi serenità libertà e felicità.
    Ma diciamo le cose come sono: si può vivere in pace o trovare un dialogo con chi segue una religione che incita alla guerra o al terrorismo in nome di D-O?
    Per quanto riguarda il Golan, chi come me ci è stato capisce che è impossibile cederlo. chi sta sul golan domina militarmente ed un popolo di pochi milioni di abitanti, circondato da centinaia di milioni di persone che vogliono distruggerlo, certamente non può e non deve abbandonare il Golan.
    Quanto all’antisemitismo non merita nemmeno che si commenti.

  • A barbara: ti assicuro che “anonimo” non conosce l’odio, ma nella ricerca della realtà usa di dare al significato che vorrebbe esprimere la giusta definizione! Baradossalmente, i ruoli sono diversi ma sono sicuro che “l’amarezza” della sitiuazione che abbiamo in comune in fondo al cuore è simile. mi auguro che anche lei non vorrebbe descriminare i sentimenti di un Israeliano o palestinese o Italiano che riguarda a quella zona.
    So che non sarò in grado di convincerla che è semplicistico dipingere il racconto del “anonimo” con il colore dell’odio, ma se ti sforzasti per pochino a guardare le cosa dal punto di vista dell’”anonimo”?

    Invece a Ernesto: sono convinto che Israele è uno stato democratico, ma sinceramente in questo momento mi preocupo per l’Italia, dove manca del tutto un sistema d’informazione libero e democratico! detto questo le consiglio di informarsi meglio, e cosi mi stanco di meno a commentare!

  • la presenza dei cretini del mondo è diffusa e trasversale…negli states italiano/spaghetti/mafia/ è il commento abituale…nel sud milanese/bossi/leghista idem…in fondo è vero perchè io sono effettivamente leghista…ma quello che non capisco è la mancanza di ebrei italiani nella sar el in israele d estate…gli altri europei per non parlare degli americani del nord organizzatissimi,numerosi,ben informati…qui da noi non c è nemmeno un sito decente…e làsiamo sempre 4 gatti spaiati…sembrerebbe che la comunità voglia tenere il classico profilo basso e nascosto che mi sembra non sia poi servito a granchè..
    Rob


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